Guerra ai chip cinesi, città italiana del sud presto diventerà nuovo polo tech d’Europa

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By Floriana Vitiello

Economia

Nella guerra ai chip cinesi la strada è ancora lunga, ma si comincia a intravedere la luce in fondo al tunnel: nel sud Italia un nuovo polo Tech.

La crisi dei chip è iniziata a causa della carenza dei semiconduttori ed è un problema a livello globale. L’Europa sta cercando di risolvere un problema piuttosto serio perché, come ha ricordato Ursula von der Lyern: “senza i chip non esiste l’economia moderna”.

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Guerra ai chip cinesi: ecco cosa sta facendo l’UE – miurradionetwork.it

Tra le strategie dell’Europa per risolvere questa difficoltà legata ai chip ce n’è una che riguarda il Sud Italia dove, a breve, sarà aperto il più importante polo tech d’Europa.

L’obiettivo della Ue è quello di incrementare la quota di mercato globale al 20%, entro il 2030. Per questo motivo sono stati investiti 730 milioni di euro per aprire un’azienda a franco italiana e nel frattempo è in arrivo uno stabilimento di chip anche in Germania, con un investimento di 17 miliardi.

La guerra ai chip cinesi: a Catania arrivano gli investimenti di ricerca e sviluppo

La strategia adottata dall’Unione Europea per risolvere il problema dei chip sta dando i suoi primi risultati. Sotto l’aspetto legislativo sono state introdotte delle importanti novità, che facilitano la ricerca e la produzione industriale. In particolare, è stato proposto il progetto European chips Act con l’annuncio di un investimento di 90 miliardi di euro.

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Guerra ai chip cinesi: al sud un nuovo polo tech – miurradionetwork.it

Questi importanti investimenti coinvolgeranno tutta l’Unione Europea. Lo scopo della commissione è quello di rendere l’Europa uno dei leader mondiali nella ricerca, nel design, nei test e nella produzione cubiale di semiconduttori.

Tutto questo ha lo scopo di ridurre la dipendenza dell’Europa dai pochi fornitori dell’Asia orientale, la Cina in primis. Allo stesso tempo, grazie all’autoproduzione sarà possibile vedere ridurre concretamente i rischi per la catena di approvvigionamento dei microchip. Solo a partire dal prossimo autunno entrerà in atto il programma. Anche se a febbraio 2022 sono già stati investiti 90 miliardi di euro, in Europa.

I finanziamenti annunciati dalla Commissione Europea hanno previsto una distribuzione di risorse che ha coinvolto anche una città del sud Italia: Catania. L’intenzione è quello di creare uno stabilimento che si occuperà della produzione di semi conduttori in base a quanto previsto dal Chips Act for Europe. In questo modo, la città sicula diventerà un polo per i chip europeo con un investimento complessivo di 750 milioni di euro, per la creazione di un impianto all’avanguardia.

L’impianto di produzione comprenderà anche l’intera catena del substrato di carburo di silicio, ovvero si occuperà anche della produzione della materia prima.

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